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Roma, Nella Stamperia di Carlo Mordacchini, 1818. In-8° (22,5 cm x 15 cm). Pp. XIII, (3), 196, (2), 1 c.b. Segnatura: *8, A-G4, H-Q8 (Q8 bianca). Ottima cartonatura editoriale a stampa, autore e titolo impressi entro cornice alla greca sul piatto ant. Esemplare in barbe stampato su carta forte. Al front., marca tipografica incisa raffigurante il frullone dell’ Accademia della Crusca con il motto “il più bel fiore ne coglie”. Il nome dell’ editore, Guglielmo Manzi, si trova a carta *2(r). Dedicatoria al nobile bibliofilo veneto “Giulio Bernardino Tomitano Opitergino”. Alla carta *8 inizia con l’ occhietto: “Discorso sopra il commercio degli italiani nel secolo 14”. A carta H4(r) inizia con l’ occhietto: “Viaggio di Lionardo di Niccolò Frescobaldi fiorentino in Egitto e in Terra Santa”. Esemplare fresco e genuino, su carta pesante ed ancora completamente in barbe, in ottimo stato di conservazione.
Prima rara edizione di questo interessante viaggio. Compiuto sulle orme della “Peregrinatio Aetheriae o Itinerarium Egeriae”, durò 2 anni e mezzo ed ebbe luogo dal 10 agosto 1384 al luglio 1385; fu compiuto dal politico e viaggiatore fiorentino Leonardo Frescobaldi insieme a Andrea di Francesco Rinuccini e a Giorgio Guccio Gucci. Il motivo principale del viaggio fu l’ incarico dato al Frescobaldi, da parte di Carlo III d’ Angiò Durazzo re di Napoli, di esaminare, in vista di una crociata, quali fossero le possibilità strategiche dei luoghi che egli avrebbe visitato. Partiti il 10 ag. 1384 per Venezia, qui si unirono a loro altri quattro viaggiatori fiorentini: Simone di Gentile Sigoli, Antonio di Paolo Mei, Santi del Ricco e il prete Bartolomeo da Castelfocognano. Partirono da Venezia per Alessandria a bordo della cocca veneziana Pola. “Leonardo e i suoi amici scelgono di viaggiare su di una cocca, di proprietà di Lorenzo Morosini e battezzata Pola. “Molti sono quelli che preferiscono una galea, forse perchè più economica, ma certo perchè dovendo fermarsi quasi ogni sera in un porto per rifornirsi, consentiva numerose soste a terra. La Pola non ha questo problema, potendo imbarcare riserve di cibo e acqua sufficienti a fare la traversata del Mediterraneo orientale sino ad Alessandria d’ Egitto. Che è la prima meta di Leonardo, o meglio, il porto da cui raggiungere il monastero di S. Caterina, nel Sinai.”. Nel “Viaggio…” si trovano osservazioni sulla grande fertilità delle terre del delta del Nilo, la descrizione del Cairo, di Damasco e delle piramidi.
Dopo il ritorno a Firenze, Leonardo iniziò a scrivere i suoi ricordi di viaggio, noti come “Viaggio in Egitto e in Terrasanta”. Questo testo non solo descrive il pellegrinaggio, ma anche un viaggio attraverso terre straniere, con un’ attenzione particolare agli aspetti secolari e commerciali. Il racconto segue una struttura di resoconto di viaggio, dettagliando tappa per tappa le impressioni dell’ autore: le città, le tradizioni matrimoniali dei “Saracini”, illustra i costumi delle donne e si intrattiene sulla poligamia, il cibo, l’ abbigliamento, l’ agricoltura, l’ artigianato e i prezzi locali. Il resoconto non mira a raccontare meraviglie incredibili tipiche dell’ esotismo, mentre si impegna a restare credibile nel descrivere le esperienze del viaggio. Discorre poi della moneta turca e di quella veneziana. Molto interessanti anche le considerazioni sugli animali come: coccodrilli, elefanti, giraffe, colombi viaggiatori, etc. Precede il testo il dottissimo discorso sul commercio. “Il suo viaggio è pieno di utili notizie per la storia del commercio orientale nel sec. XIV e per la conoscenza dello stato sociale dei paesi musulmani in quell’ epoca. La seconda parte del saggio prevede un’ Appendice con tutte le “cerche”, i luoghi cercati e visitati dai tre viaggiatori”. (Amat di S. Filippo).
Bibliografia: Amat di S. Filippo, p. 19; Brunet, II, 1391; DBI, L, a cura di Gabriella Bartolini per L. Frescobaldi; Gamba, p. 148, 468; Payne, p. 200; Zambrini, p. 149. Cfr. Behrens-Abouseif, Dress and Dress Code in Medieval Cairo: A Mamluk Obsession, p. 211; Black, Benedetto Accolti and the Florentine Renaissance, p. 274; Bollettino della Società geografica italiana, 1874, p. 739; Caetani, Nel deserto del Sinai, p. 13; Cardon, Pubblicazioni geografiche stampate in Italia fra il 1800 e il 1890, p. 170. Celli, Di Silvestro Gozzolini da Osimo Economista e finanziere del secolo XVI, p. 32; Cusieri, Storia fisica e politica dell’ Egitto dalla sua remota antichità sino all’ epoca presente 1842, II, p. 101; Healey, Italian Literature Before 1900 in English Translation, p. 124, 4809; Heyd, Le colonie commerciali degli Italiani in Oriente nel medio evo, p. 209; Mestica, Scritti letterari di Giacomo Leopardi, p. 413; Multinelli, Del commercio dei veneziani, II, p. 174; Pirone, Firmani, documenti e testimonianze sulla Tomba di Maria nella valle di Giosafat, p. 523; Pollen, The First Proofs of the Universal Catalogue of Books on Art, p. 604; Robinson, Biblical researches in Palestine, Mount Sinai, and Arabia Petraea, p. 540; Speake, Literature of Travel and Exploration, p. 2096; Stahl, Zecca: The Mint of Venice in the Middle Ages, p. 466.