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Bologna, Licinio Cappelli – Libraio Editore, 18 Marzo1924. In-8° (25,5 cm x 18 cm). Pp. (4), 162, (2). Brossura editoriale originale a stampa con titolo in rosso e nero, dorso parlante (bross. solida ed in ottimo stato di conservazione). Bella firma autografa di Piero Gobetti in corsivo nero al verso del front. All’ angolo sup. interno del front. e della p. 3, timbro di biblioteca privata, quella ad Imola di Ugo Bacchini, padre dell’ industriale nonché eroe di guerra Renato Bacchini, fondatore della Benachi e del gruppo industriale Benachi. Esemplare eccezionalmente conservato, particolarmente fresco e genuino, a pieni margini nella sua perfetta brossura editoriale originale con anche il dorso parlante perfettamente conservato.
Prima rarissima edizione autografata, introvabile in questo stato di conservazione eccezionale, sia per il tipo di carta povera usata per la stampa che per la pesante censura illiberale cui fu sopposta tutta l’ attività editoriale di Gobetti ma questo libro in particolare.
Quest’ opera è la principale dei libri di Gobetti pubblicati in vita, uno dei testi di riferimento del pensiero liberale italiano ed uno dei più pregnanti della cultura italiana in cui l’ a., a soli 23 anni ma morirà poco dopo a 26 nell’ esilio parigino, enuncia il suo pensiero sul liberalismo e la politica italiana, condensa gran parte del suo pensiero politico, così originale e controcorrente nell’ Italia dei primi anni venti. “Il contrasto vero dei tempi nuovi come delle vecchie tradizioni non è tra dittatura e libertà, ma tra libertà e unanimità.”. Divenne fin da subito introvabile, in quanto il regime richiese la distruzione di parte dell’ edizione presso i magazzini della casa editrice. Durante il secondo conflitto si tentò di recuperarlo per distribuirlo clandestinamente ma senza risultato.
L’idea originaria è quella di una raccolta di articoli, poi Gobetti giungerà, su sollecitazione di Rodolfo Mondolfo, all’elaborazione di un progetto unitario, «un libro di teoria liberale, pensato e scritto secondo un piano organico», come scrive lo stesso Gobetti nella Nota conclusiva alla prima edizione. Egli è convinto che non può formarsi Stato moderno senza il contributo delle masse operaie e contadine che si stanno affacciando sul proscenio della storia, ma queste vanno fatte incontrare con le energie migliori della società liberale, gli imprenditori “illuminati” ed i risparmiatori. Questa è la Rivoluzione liberale, concetto, in verità, non molto diverso da quello di “blocco storico” elaborato da Antonio Gramsci. L’ ’intento di Gobetti è di creare «un luogo di richiamo e un programma di lavoro». «Se ci chiedono dei simboli: Cattaneo invece di Gioberti, Marx invece di Mazzini»; fortissima è l’eco dell’eredità mazziniana dell’impegno politico quale “religione civile”. Nell’ analisi l’analisi del fascismo che rappresenta il primo - peraltro in "presa diretta" - e serio tentativo di comprensione del fenomeno sociale e storico. Il paragrafo, L’elogio della ghigliottina, infatti, in maniera lucida e con una incredibile profondità di analisi, coglie prima di tutti il carattere istintuale e metafisico, più che ideologico, del fascismo, traducendolo così come “autobiografia della nazione”, e principalmente come rivoluzione del ceto medio. Il pensiero di Gobetti ancora oggi offre campo per dispute storico-politiche a dimostrazione, d’altro canto, della sua attualità storica, basti pensare alla riflessione filosofica dedicatagli da Norberto Bobbio.
Bibliografia: Barbalato, p. 24; Bergami, p. 222; Calderone-Fago, I, p. 60; Cammet, p. 160; Festa, p. 533; Lanzillotta, p. 13; Modigliani, p. 218; Pianciola, p. 199; Zosi Insalaco, p. 213. Cfr. Alessandrone, Piero Gobetti e il suo tempo, catalogo della mostra …, p. 131; Bagnoli, L’ eretico Gobetti, p. 126; Beghin, Da Gobetti a Ginzburg diffusione e ricezione della cultura russa nella Torino del primo dopoguerra, p. 195; Bibliografia filosofica italiana dal 1900 al 1950, II, p. 166; Fabre, L’ elenco: censura fascista, editoria e autori ebrei, p. 450; Headicar-Fuller, London Bibliography of the Social Sciences, XVIII, p. 1969; Losurdo, Democracy Or Bonapartism: Two Centuries of War on Democracy, n.50; Morra di Lavriano, Per Gobetti: politica, arte, cultura a Torino 1918-1926, p. 170; Parlato-Zaganella, Fare gli Italiani dalla costituzione dello Stato nazionale alla promulgazione della Costituzione repubblicana, 1861-1948, p. 41; Piraino-Fiorito, Dizionario di politica del Partito Fascista, II, p. 78; Roberts, The Syndicalist Tradition and Italian Fascism, p. 380; Salomone, Italy in the Giolittian Era Italian Democracy in the Making, 19-1914, p. 179; Sullam, Giuseppe Mazzini and the Origins of Fascism, n. 53; Webster, Christian Democracy in Italy, 1860-1960, p. 219.