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In Napoli, Nella Stamperia Muziana, A spese di Gaetano, e Steffano Elia, 1744. 2 tomi rilegati in 1 (ciascuna con proprio front.) in-8° (21 cm x 12,5 cm). Pp. (16), 376; (2), 379-526, (4). Con antiporta simbolica incisa su rame da Francesco Sesoni su soggetto di Domenico Antonio Vaccaro, assente il ritratto dell’ autore, ed 1 grande tavola cronologica più volte ripiegata inserita fra le pp. 36 e 37. L’ antiporta allegorica è dettagliatamente commentata nel capitolo iniziale “Spiegazione della dipintura proposta al frontespizio”. Segnatura: A-Z8, Aa4; Bb-Kk8. Omesse dalla numerazione, come in tutti gli esemplari, le pp. 441 e 450. Solida legatura del tempo in mezza pelle Avana, autore e titolo dorati su tassello in pelle rossa applicato sul dorso suddiviso in sei cassetti da doppi fregi lineari impressi in oro. Tagli rossi. Grande vignetta calcografica al centro del primo front. Esemplare con una lieve ed uniforme arrossatura di alcuni fascicoli dovuta al tipo di carta napoletana, peraltro in stato di conservazione molto buono.
Terza edizione ma prima definitiva, pubblicata nell’ anno della morte di Vivo, e che è preferita alle precedenti per le numerose aggiunte, di una delle opere più importanti della storia del pensiero filosofico europeo e capolavoro del grande filosofo e giurista napoletano Giambattista Vico in cui “gettò le fondamenta della nostra moderna concezione della sociologia” e sviluppò la sua idea di “un ciclo storico che si conclude con il declino [...] Molte nozioni del Novecento di antropologia, diritto comparato, religione e filosofia del linguaggio si possono trovare nelle pagine di questo libro." (PMM). Nella Scienza Nuova Vico sviluppa un sistema in cui la storia è caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di tre cicli distinti: “l’ età divina”, durante la quale l’ uomo esprime se stesso mediante simboli, “l’ età eroica”, nella quale prevalgono l’ inconscio e il mito, e “l’ età umana”, contrassegnata dal sorgere dei concetti. Questa edizione venne pubblicata postuma dal figlio Gennaro che aveva sostituito il padre alla cattedra presso l'Università di Napoli, nel 1744 raccogliendo le parte nuove aggiunte all'opera dallo stesso Vico che dalla pubblicazione della prima edizione nel 1725 aveva, fino alla morte, continuato ad integrare e correggere quella che riteneva la sua opera più importante.
Scrive Croce riguardo a questa edizione “questa volta, che fu davvero l'ultima, egli non si contentò di stendere le solite correzioni, miglioramenti e aggiunte, ma si diè a riscrivere da cima a fondo tutta l’ opera, salvo poi, in parecchie riprese, e lungo per lo meno un settennio (1736-1743), a consacrarvi un lavorio così intenso di lima che, non bastando l’ interlineo e i margini, dovè ricorrere talora anche a foglietti intercalati. Nel codice che ci ha serbato l’ autografo di codesta redazione definitiva è da riconoscere quello adoperato nella stampa dell’ edizione del 1744” (Bibliografia vichiana, I, 52).
Su questa terza edizione si baseranno tutte le riedizioni seguenti. Compito della Scienza Nuova sarà quello di indagare la storia alla ricerca di quei principi costanti che, secondo una concezione per certi versi platonizzante, fanno presupporre nell’ azione storica l’ esistenza di leggi che ne siano a fondamento com’ è per tutte le altre scienze: " Poiché questo mondo di nazioni egli è stato fatto dagli uomini, vediamo in quali cose hanno con perpetuità convenuto e tuttavia vi convengono tutti gli uomini; poiché tali cose ne potranno dare i principi universali ed eterni, quali devon essere d’ ogni scienza, sopra i quali tutte sursero e tutte vi si conservano le nazioni” (Giambattista Vico, Ibidem, libro I, sez. 3).
La storia quindi, come tutte le scienze, presenta delle leggi, dei principi universali, di un valore ideale di tipo platonico, che si ripetono costantemente allo stesso modo e che costituiscono il punto di riferimento per la nascita e il mantenimento delle nazioni.
Bibliografia: Brunet, V, 1176 “Ouvrage tres profond”; Croce-Nicolini, I, 53; Gamba, 2493; Graesse, VI, 298; LCC, 1981, p. 328; NUC, 1981, XIV, p. 396; PMM, p. 184 (ed. 1725); Tagliacozzo-Verene-Rumble, A bibliography of Vico in English, p. 115. Cfr. Botturi-Lamacchia, Metafisica e teologia civile in Giambattista Vico, p. 77; Donati, Nuovi studi sulla filosofia civile di G.B. Vico, p. 116; Gentile, Giornale critico della filosofia italiana, LXXII, p. 437; Gianturco, A Selective Bibliography of Vico Scholarship, p. 11; Giordano, Saggio sulle dottrine di G.B. Vico, p. 17; Jacobelli Isoldi, G.B. Vico per una “scienza della storia”, p. 116; Lantrua, Giambattista Vico [1668 - 1744], p. 84; Leonetti-Fiorani, Gli innovatori nelle scienze, nelle lettere, e nelle arti, p. 515; Miller, Giambattista Vico Imagination and Historical Knowledge, p. 74; Vaglio, Truth and Authority in Vico’ s Universal Law, p. 224; Vitello, L’ immagine infranta. Linguaggio e mondo da Vico a Pollock, p. 19.