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Milano, Vallardi Editore, 1936. In-8° (25,5 cm x 16,5 cm). Pp. (2), 309, (3). Con 20 tavole in b/n f.t. disegnate e firmate in basso dall’ illustratore napoletano Gennaro Amato. Splendida brossura editoriale a colori illustrata da G. Amato che ne la firma sul piatto anteriore. Qualche debole ed insignificante fioritura marginale dovuto al tipo di carta, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Bella ed apprezzata edizione di questo romanzo del geniale autore veronese. Qui Salgari, dopo La Regina dei Caraibi, ci riporta nell’ esotica India raccontando le vicende legate a un enorme diamante, considerato il più grande che sia mai stato estratto da una miniera, soprannominato “la montagna di luce”. I personaggi vivono avventure avvincenti in un’ India misteriosa e pericolosa. Il diamante appartiene al maharajah di Pannah, città famosa per le sue miniere di diamanti, ma molti vorrebbero averlo. Tra coloro che aspirano a impossessarsene, c’ è Indri Sagar, un tempo consigliere del maharajah di Baroda. Indri ha salvato dalla morte un paria ma è stato scoperto dal primo ministro, il potente Parvati, ed ha perso la fiducia del suo maharajah.
Sagar per riacquistare la propria posizione ha deciso di rubare il diamante e per riuscire nella sua missione si serve Toby Randal, un inglese cacciatore provetto. I due non avranno vita facile, lotteranno contro Dhundia e contro il perfido bramino Sitama. Un romanzo avvincente che fa conoscere l’ India delle caste, spiegando cosa accade a chi aiuta un paria, un intoccabile... finisce per essere scacciato dalla propria casta, viene contaminato e diventa egli stesso un miserabile.
Bibliografia: Sarti, Nuova Bibliografia Salgariana, p. 76, n.42.