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Taurini, apud Guibert, et Orgeas, 1779. In-8° (20 cm x 13 cm). Pp. XXXI, 152. Con 1 tav. f.t. a p.p. con il ritratto a mezzo busto di Vittorio Amedeo III, dedicatario dell’ opera, di profilo entro cornice a volute. Segnatura: *-2*8, A-I8, K4. Solida legatura del tempo in piena pelle marrone, autore e titolo su tassello sul dorso ornato da fregi floreali dorati. Tagli rossi. Carattere corsivo e romano. Capolettera, testatine e finalini xilografici. Qualche insignificante e segno del tempo al margine esterno di poche pp., peraltro esemplare in stato di conservazione più che buono.
Prima apprezzata edizione di questo saggio del medico torinese Giovanni Pietro Vastapani sull’ uso della corteccia di china peruviana nella cura della febbri sinoche o putride, queste ultime corrisponderebbero all’ attuale febbre tifoide. Il libro è diviso in due parti: la prima contiene la definizione di sinoche putrida, le cause probabili della malattia e una raccolta di opinioni di medici illustri pro o contro l’ uso della china: sono citati Morgagni, Hoffmann, Tissot, Valcarenghi, Van Swieten. Segue la descrizione di una serie di casi clinici visti personalmente dall’ autore. Vastapani “si oppose all’ abuso che (della china-china) se ne faceva da’ m volgari in tutte le malattie febbrili, e mostrò il danno che produceva nelle febbri semplici e remittenti. Egli riprova anche la pratica di coloro, che credendo la china antisettica, vi ricorrono in ogni caso di febbri che chiamano putride, mentre egli credeva impossibile la putrefazione nel corpo vivo” (De Renzi).
Bibliografia: De Renzi, V, 659 e 576. Cfr. Borsieri, Istituzioni di medicina pratica, p. 511; Cazzaniga, Della Sapienza medica, p. 132; Vaccà Berlinghieri, Natura, cause, effetti, e cura delle infiammazioni morbose del corpo umano, p. 139.