
#dentisrarebooks
© Copyright 2026 - All rights reserved
€480.00 (In Stock)
Leipzig, verlag von Wilhelm Engelmann, 1862. In-folio (33,8 cm x 27,2 cm). Pp. XIV, 148. Con, in fine, 17 grandi tavole litografiche a p.p., fra cui 5 a colori e 1 colorata. Decine di tavole statische intercalate nel testo. Legatura conservativa in piena tela verde, brossura originale verdina a stampa applicata sul piatto ant. Una debole fioritura chiara all’ angolo sup. interno di alcune pp., un po’ di foxing sparso dovuto al tipo di carta, peraltro esemplare in stato di conservazione più che buono.
Prima ed unica edizione di questo importante studio anatomico-frenologico, con anche un significativo interesse etnologico-antropologico, sul cranio umano e la sua architettura, dell’ adulto e del bambino, in rapporto al profilo fisionomico nel vivente. Hermann Welcker fu professore di anatomia a Halle, illustre anatomista e antropologo fisico, succedendo al famoso fisiologo tedesco Alfred Wilhelm Volkmann, condusse numerosi studi antropometrici sui crani umani, tra cui i famosi crani di Dante Alighieri, Raffaello, Kant e Friedrich Schiller. Si ricordano bene anche oggi gli studi dell’ A., infatti l’ omonimo “angolo di Welcker”, ovvero l’ angolo anteriore e inferiore dell’ osso parietale, prende il nome da lui. Questa sua opera: “Un’ importante opera sul cranio umano rimase un frammento. Singole pubblicazioni erano dedicate alle deformità del cranio e alle misurazioni antropologiche, e quindi alla classificazione di specifiche razze. Basandosi sul confronto di immagini, maschere mortuarie e teschi riesumati, Welcker stabilì la regola stocastica della copertura dei tessuti molli” (Catalogus Professorum Halensis).
Welcker propose che la forma dei muscoli e dei tessuti molli di una persona potesse essere caratterizzata e sovrapposta su un cranio per avere idea dell’ aspetto del volto, ci fosse quindi una relazione precisa tra la struttura ossea del cranio e l’aspetto esteriore originario, procedimento che costituisce la base della ricostruzione dei volti ancora oggi. Il lavoro di Welcker ha posto le basi per la nascita di varie tecniche per la ricostruzione facciale, che portarono alla creazione di vari metodi. Il metodo di Welcker ha trovato innumerevoli applicazioni in campo storico e archeologico soprattutto grazie all’ opera del celebre archeologo e antropologo russo Mikhail Mikhaylovich Gerasimov che, a partire dagli anni 30 del XX secolo, diede un forte impulso alla disciplina. L’ A., nel 1854, ideò anche un metodo per misurare la volemia del sangue negli esseri umani e negli animali; perfezionò e completò anche la tecnica di K. Vierordt per misurare il volume dei globuli rossi nel sangue.
Bibliografia: BM, CCLIV, p. 1003; Hirsch-Hubotter, V, 889; MNE, II, 350; Spuheler, p. 385; Wirchow, Archiv …, p. 224. Cfr. Archivio per l’ antropologia e la etnologia, 1889, XX, p. 428; Beiträge zur physischen Anthropologie der Bayern, 1883, p. 112; Coudenhove-Kalergi, L’antisemitismo fra ieri, oggi e domani, p. 312, n.25; Giuffrida-Ruggeri, Sulla dignità morfologica dei segni detti "degenerativi.", p. 117; Lehrbuch der Anatomie des Menschen, 1883, p. 226; Manias, Race, Science, and the Nation, p. 269; Marina, Ricerche antropologiche ed etnografiche sui ragazzi, 1896, p. 14; Pogliano, Brain and Race A History of Cerebral Anthropology, p. 340; Rebentisch, Der Weiberschädel ..., 1892, p. 57; Rivista sperimentale di freniatria e di medicina legale, in relazione con l'antropologia e le scienze giuridiche e sociali, 1882, p. 61.