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Napoli, Dai torchi di Luca Marotta, 1817. 3 tomi rilegati in 2 voll. In-8° (20,5 cm x 2,5 cm). Pp. XV, (1), 352, (2), con XI tavole; 296, con VI tavole; 404 (-405/406), con X tavole. Bella ed elegante legatura coeva in mezza pelle marrone, autore e titolo dorati sul dorso rixccamente ornato da fregi romantici impressi in oro. Tagli colorati a spruzzo verde. Ritratto dell’ autore a mezzo busto entro cornice ovale inciso da Pietro Toro su disegno di Antonio Gerardo D’ Errico. Dedicatoria al Principe di Cardito, Don Ludovico Loffredo. Assente ab origine l’ ultima p. finale 405/406 dell’ indice del 3° vol., qualche pp. con fisiologiche fioriture dovute al tipo di carta napoletana, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima ed unica edizione, assai rara a trovarsi completa (solo 3 esemplari in Italia censiti in SBN, tutti in biblioteche campane), di quest’ opera su fasciature, bendaggi ed apparecchi medicali dell’ illustre medico e chirurgo calabrese Carmine Vincenti (Martirano, 1785-Napoli, 1823). Con il termine Epidesmologia si indicava, in passato, la disciplina medica che si occupa di fasciature, bendaggi, ingessature e mezzi di sostegno o blocco di parti del corpo.
In ciascuna parte il Vincenti si occupa in sezioni distinte di operazioni chirurgiche, fratture, lussazioni etc. L’ autore fu il primo a separare dall’ intera chirurgia tutto ciò che riguarda “fasciature, bendaggi e medicature” disponendole in un piano scientifico isolato […] S’ impegnò di non trattare le fasciature nella sola parte materiale4 dell’ esecuzione ma di aggiungervi un dettaglio della loro destinazione e del partito che se ne può trarre nei vari casi di malattie, è quel che è più, esporne la vera filosofia”. L’ opera è arricchita da 27 grandi e dettagliate tavole finemente incise e più volte ripiegate da cui nasceranno poi gli attuali metodi di cura e gli apparecchi inamovibili moderni, rappresentano: bendaggi, ingessature, fasciature e strumenti medici in genere. “L’ estremità del corpo umano vanno più frequentemente soggette a fratturarsi ed a slogarsi. Di qui è che la parte più interessante dell’ Epidesmologia è quella che insegna i mezzi a riparare agl’ indicati accidenti.”. “La conoscenza delle fasciature è del più alto interesse per l’ esercizio della chirurgia.”.
L’ opera del Vincenti segna un momento di progresso fondamentale per la nostra chirurgia, all’ epoca si pensava infatti che le fasciature e le medicazioni, per la loro facilità di esecuzione, non fossero degne di un particolare studio e di un significativo approfondimento.
Bibliografia: Accattatis, Le biografie degli uomini illustri delle Calabrie, IV, pp. 173-174; AA. VV., Giornale enciclopedico di Napoli, 1817, p. 117; ICCU, 000461; OCLC, 1157529752 (censita una copia in UK presso la Wellcome). Nessuna copia in USA. Cfr. Accattatis, Vocabolario del dialetto calabrese (casalino-apriglianese), p. 417; Leoni, Della Magna Grecia e delle tre Calabrie, II, p. 112; Piromalli, La letteratura calabrese, p. 202; Puntillo-Barilà, Civiltà dello Stretto politica, economia, società dello Stretto di Messina dalle origini al XVIII secolo, I, p. 131.