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Paris, Societe d’ editions scientifiques, 1893. In-8° (19 cm x 13 cm). Pp. 71, (3). Con 16 tavole litografiche f.t. a p.p. su disegno dell’ autore, firma in corsivo lungo il margine inferiore del disegno, e 8 disegni intercalati n.t, Brossura editoriale a stampa, autore e titolo in rosso. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione, particolarmente rara, di quest’ opera del famoso poeta e giornalista francese, precedentemente pubblicata a puntate sul feuilleton “Cicle”. Si tratta di un’ umoristica e bizzarra storia della bicicletta dalla preistoria ai giorni nostri, in cui l’ autore ha incluso numerosi disegni che mostrano una bicicletta dell’ età della pietra, anche se già Eva nel Paradiso Terrestre si spostava con un monociclo, così come velocipedi greci, romani, egizi e persino gotici. “Chi affermerebbe ora che il velocipede risale alla fine del XIX secolo ?”. La straordinaria erudizione di Miguel Zamacoïs corregge questi “errori obsoleti”: i ciclisti di oggi possono esserne orgogliosi, a quanto pare hanno antenati...già nella mitologia classica. Il libro è stato scritto alla fine del XIX secolo, un periodo leggendario per la bicicletta che ha visto sia il suo sviluppo tecnico che la sua diffusa adozione come mezzo di trasporto. Al di là dell’ analisi storica, da cui emergono notizie assai interessanti: sull’ affascinante modello egiziano utilizzato dai faraoni, sulla poderosa bicicletta con cui Attila conquistò il suo sterminato impero o su quella appartenuta a Luigi IX “San Luigi” di Francia, l’ autore conclude il suo lavoro anticipando il futuro della bicicletta e, sorprendentemente, le sue previsioni futuristiche del 1893 sono di gran coerenza con la realtà odierna:
“Immagino un mondo in un futuro non troppo lontano, attraversato da piste ciclabili, strade meticolosamente asfaltate e perfettamente mantenute che corrono accanto a quelle che le hanno precedute. Migliaia di viaggiatori attraversano questi sentieri, senza timore di auto, ciottoli o buche. A intervalli, comodi hotel, che fungono anche da centri benessere e officine meccaniche, forniscono ai ciclisti e ai loro mezzi ogni servizio possibile e immaginabile. La segnaletica fornisce informazioni preziose su distanze, colline, altitudini e siti storici.”… “Le biciclette di domani mi sembrano meraviglie dell’ ingegno. Grazie a un nuovo metallo che possiede la resistenza di una barra d’ acciaio con il diametro di un filo di ferro, è stato possibile racchiudere tutto il necessario per un viaggio confortevole in un telaio leggero, dando l'impressione di viaggiare senza mai uscire dalla propria stanza.”… “La ruota posteriore è dotata di un potente, minuscolo meccanismo a orologeria che aiuta nelle salite e, se necessario, permette di raggiungere la prima tappa...”. Miguel Zamacoïs conclude il suo libro affermando che “questa utopia di oggi è la realtà di domani, di cui i nostri nipoti potrebbero ben ridere! Nel frattempo, visto che ci stiamo già godendo una piacevole pedalata, godiamocela al massimo. Congratuliamoci con noi stessi per essere arrivati abbastanza tardi da assistere all’ alba di questa nuova era in cui il mondo intero sarà su ruote.”.
Bibliografia: Kobayashi, Pour une bibliographie du cyclisme[…], p. 98; Queneau, Les Écrivains célèbres: Le XIXe siècle, p. 301; Uzanne-Courboin, La locomotion à travers l'histoire et les mœurs, p. XIII. Cfr. Bibliographie de la France 1893, p. 1698; La Bicyclette 1894, III/1, p. 3135; Delaplace-Villaret-Chameyrat, Sport and nature in history, p. 100; Durry, La véridique histoire des géants de la route, p. 238.