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Tokyo, Delphi inc., Tosho Printing Co. Ltd., 2003. In-4° (30 cm x 22 cm). Pp. (2), 173, (2). Con 1 grande tavola ripiegata in fine. Cartonatura editoriale verde decorata anteriormente e posteriormente da un motivo a pois traforato in rilievo. All’ occhietto, grande firma autografa con uno schizzo architettonico di T. Ando a pennarello blu. Testo bilingue giapponese e inglese. Decine di illustrazioni, fotografie a colori e disegni b/n. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione impreziosita dall’ autografo dell’ architetto e da uno dei sui caratteristici schizzi architettonici. La grande tavola ripiegata in fine illustra al r/v i lavori dell’ architetto dal 1971 al 2002. Questo catalogo, pubblicato in occasione della grande mostra retrospettiva del maestro tenutasi nel 2003 a Tokyo presso la Tokyo Station Gallery e lo Hyogo Prefectural Museum, mette in mostra l’ approccio visionario di Ando all’ integrazione dell’ architettura con l’ ambiente circostante, con fotografie dettagliate, disegni architettonici e saggi di progetto.
Tadao Ando è uno dei più importanti architetti giapponesi del XX secolo, tra i più noti sulla scena internazionale e vincitore del Premio Pritzker nel 1995. Il testo comprende gli interventi: The Form of Hope: Concerning Tadao Ando di Hiroyuki Suzuki; The Garden of Nothingness di Yoichi Iijima e Regeneration of the Landscape di Tadao Ando che è celebrato in tutto il mondo per il suo uso del cemento, della luce naturale e dell’ armoniosa progettazione degli spazi: “A prima vista la mia architettura sembra esposta, come se avessi cercato di creare quel tipo di spazio astratto che risulta dall’eliminazione di tutti gli elementi funzionali e pratici. In realtà. Non lotto per uno spazio astratto ma per un archetipo dello spazio”. La sua concezione dell’ edificio è improntata a una spazialità che evoca il mondo interiore, tipicamente giapponese, mediata però attraverso l’ applicazione di tecnologie occidentali, quali quelle del cemento armato a vista e delle grandi superfici in vetro. Governato da una forte componente geometrica, il suo linguaggio progettuale è infatti il riflesso delle esperienze vissute dall’architetto, un’allegoria del suo artefice, riassunta nel motto di Ando: “architecture resembles the architect”.