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“Prospectus Plateae S. Caroli et Portae Novae cum illuminatione ex una solum parte notata Augustae Taurinoum”. (ripetuto a destra in francese) “Vüe de la Place St. Charles et de la Porte Neuve en eloignement, avec l' illumination marqué d’ un seul côte a Turin”.
Incisione originale eseguita ad acquaforte su matrice di rame pubblicata in Bassano dall’ editore Remondini nel 1770 ca. Dimensioni: il foglio 53,5 cm x 38,5 cm, alla battuta di lastra 42,6 cm x 33 cm. In lastra, sotto la linea marginale, titolo in latino e in traduzione francese. Esemplare in stato di conservazione molto buono.
Bella ed affascinante incisione, rara veduta prospettica di piazza San Carlo con lo sfondo delle due chiese di Santa Cristina e San Carlo che non sono ancora gemelle, la facciata di San Carlo sarà realizzata uguale a quella di Santa Cristina soltanto nel 1834. Le due chiese in realtà non sono “gemelle” è più corretto dire che si sono “copiate” a vicenda nel tempo. Nella piazza, numerose sono le testimonianze della storia torinese come le palle di cannone infisse sulle facciate di vari edifici civili, nella facciata di palazzo Solaro del Borgo, e religiosi che tramandano la memoria dei bombardamenti subiti dalla città nel corso degli assedi del 1706 e del 1799. L’ aspetto attuale risale al XVII sec. su progetto di Carlo di Castellamonte, poi ulteriormente arricchita nel secolo seguente dall’ intervento di Benedetto Alfieri. Solo verso la fine del XVIII sec. la piazza assunse l’ attuale aspetto elegante e fu titolata come la chiesa “gemella” occidentale, ovvero dedicata a San Carlo Borromeo cui la città è particolarmente devota. La piazza cambiò nome solo per un breve periodo durante l’ occupazione napoleonica della città, divenne “Place Napoleon” fra il 1800 ed il 1814.
Bibliografia: Peyrot, II, 198/6.