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Basileae, Excudebat Henricus Petrus, mense marctio an. 1530. In-folio (28,5 cm x 19,3 cm). Pp. (16), 198. Segnatura: a4, A-2C4 (2C4 bianca). Legatura settecentesca in piena pergamena rigida, autore e titolo dorati su tassello sul dorso. Tagli decorati. Carattere romano. Raffinati capolettera impressi in xilografia. Belle glosse marginali manoscritte in elegante grafia da mano cinquecentesca. Qualche pp. lievemente arrossata per il tipo di carta, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Rara ed apprezzata edizione di entrambe le opere. La prima, scritta da Festus o Rufio Festo (talvolta indicato nelle fonti manoscritte come Sextus Rufus o Rufius Festus) su incarico dell’ imperatore Valente, fratello di Valentiniano I, che regnò sull’ Oriente con Valentiniano in Occidente, in preparazione della campagna militare contro i Persiani. Questa significativa opera di storia romana è composta posta per essere una rapida rassegna delle vittorie e delle conquiste territoriali del popolo romano, dalle origini fino ai tempi dell’ autore che sottolinea la continuità della potenza romana, celebrandone le conquiste militari. Il testo si divide in due parti: una narrazione sintetica degli eventi principali, guerre e trionfi, ed un elenco geografico delle province.
Le Storie di Polibio sono curate dall’ umanista marchigiano Niccolò Perotto (Perotti), illustre ed apprezzato traduttore dal greco, segretario del cardinale Bessarione. L’ autore si occupa dei primi V libri, gli unici che ci sono pervenuti integralmente e coprono il periodo 264-216 a.C. Nelle sue Storie, Polibio esalta la costituzione romana, combinazione dei migliori aspetti delle diverse forme di governo e vera ragione del successo politico e militare di Roma I primi V libri, introdotti da due libri preliminari, trattano l’ ascesa di Roma, la prima guerra punica, il conflitto mercenario, le guerre illiriche e galliche, fino ai primi anni della seconda guerra punica. Analizzano le cause della prima guerra punica (264 a.C.) e gli eventi fino al 221 a.C., descrivendo la conquista romana dell’ Italia e la guerra dei mercenari contro Cartagine. Si concentrano sugli anni iniziali della seconda guerra punica (220-216 a.C.), includendo la spedizione di Annibale in Italia e le prime grandi battaglie. I primi cinque libri forniscono una panoramica fondamentale sull’ ascesa di Roma da potenza locale dell’ Italia centro-meridionale a potenza egemone del Mediterraneo. La straordinaria ascesa di Roma costituisce l’ elemento unificante di una storia che vuole essere un insegnamento in primo luogo per il politico e per chi vuole comprendere come funzionano i meccanismi del potere, divenendo allo stesso tempo utile strumento di conoscenza e repertorio di casi esemplari.
La costituzione romana è, secondo Polibio, il migliore sistema politico mai realizzato, in quanto combina gli elementi più validi dei sistemi monarchico, aristocratico e democratico e costituisce la ragione profonda del successo di Roma che ha saputo mescolare gli aspetti più positivi dei diversi sistemi politici: la monarchia nel potere dei consoli; l’aristocrazia in quello del Senato; la democrazia nelle assemblee popolari (i comizi centuriati e i comizi tributi). In questo modo i tre poteri, equilibrandosi tra di loro, non danno vita a degenerazioni e corruzioni. Ecco perché, saldamente fondata sulla sua ottima costituzione, Roma ha potuto avviarsi a conquistare tutto il Mediterraneo.
Bibliografia: BL, p. 494; Ebert, p. 661; Graesse, p. 395; Van Gulik, p. 405, 326; Panzer, IX, p. 404; Reiner, Biographisch woordenboek der Nederlanden, IX, p. 20; USTC, 693847.