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Rara antica lucerna a olio di ambito romano, "lychnus" dal greco "λυχνος". Tipo: Loeschcke type Ic:a e Bailey type Av.
Terracotta rosso-marrone con beccuccio a voluta e punta curva, come caratteristico di questa tipologia di lucerne, è priva d’ impugnatura. Foro di alimentazione in alto del disco, un cordolo rilevato a separare disco e spalla; sul disco centrale tondo e concavo, l' apparato iconografico raffigura un auriga alla guida di una biga trainata da due cavalli, ben disposta riempire l' intero spazio circolare, come Il mito del carro e dell’ auriga, o della biga alata, tratto dal Fedro di Platone. Il disco, con il foro di riempimento in alto, è racchiuso da tre cerchi concentrici. La spalla è semplice e stretta.
Dimensioni: 8,9 cm x 6,5 cm.
Epoca: Giulio-Claudia e Flavia, I DC.
Esemplare proveniente da importante collezione tedesca, completa ed intatta in stato di conservazione molto buono, in bella e calda patina antica.
Licenza d’ esportazione tedesca.
La lucerna a olio è un prodotto quasi senza pari nella sua distribuzione in tutto l' impero. Si ritiene abbiano avuto origine nelle colonie greche dell’ Italia meridionale, con la più antica lampada a olio romana risalente al III secolo a.C., la loro forma si sviluppò verso la fine del periodo ellenistico e avrebbe mantenuto la sua forma generale più a lungo di qualsiasi altro oggetto di ceramica in tutto il Mediterraneo. Col tempo, la produzione di lampade a olio aumentò, così come la varietà delle decorazioni, che dipendevano principalmente dalla forma e dalle dimensioni della lampada. Le vaste reti commerciali istituite con l’ espansione dell’ impero romano consentirono a questo oggetto di essere diffuso in Europa, Asia orientale e Africa settentrionale. Le lucerne a olio erano utilizzate dai Romani principalmente per tre motivi: per illuminare spazi privati e pubblici, per essere offerte nei templi agli dei e per essere collocate in un contesto funerario o tombale. Oltre a disegni lineari, geometrici e circolari, i soggetti preferiti per la decorazione delle lampade a olio includevano dei e scene mitologiche, scene di vita quotidiana, raffigurazioni di gladiatori, disegni relativi all’ intrattenimento e al teatro e vari animali, pesci e uccelli.
Le lampade a voluta, tipo I di Loeschcke furono le prime lampade romane in ceramica prodotte in serie; la loro forma accattivante e l’ inconfondibile beccuccio triangolare, insieme alla ricca decorazione, le rendevano facilmente riconoscibili dai consumatori di epoca romana. In Italia la loro produzione iniziò a metà del I secolo a.C. e terminò per lo più verso la fine del I secolo d.C., venendo soppiantate dal mercato dalle Firmalampen, più economiche e pratiche, sviluppate nell’ Italia settentrionale. Ciononostante, le lampade di tipo I continuarono ad essere utilizzate in Dacia, una provincia fondata in un periodo in cui queste lampade cessarono di essere prodotte in Italia.
Bibliografia: Loeschcke, type Ic:a. Per esempi simili D.M. Bailey, Catalogue of the Lamps in the British Museum, III, (London, 1988), pl.8, Q847. cfr. D. Petrut, Domestic lighting in Roman Napoca (II). Lamps discovered on various sites in and around the Roman city (Cluj-Napoca, Romania), 2025, Journal of Ancient History and Archaeology 12-3; M.C. Popescu, Lamps discovered in pre-Roman Dacia (2nd century BC-1st century AD). Notes on the adoption of an innovation, 2011, CaieteARA. Arhitectură. Restaurare. Arheologie.