
#dentisrarebooks
© Copyright 2026 - All rights reserved
€0.00 (Out Of Stock)
Milano, Ulrico Hoepli, 1878. In-128° (5,2 cm x 3,4 cm). Pp. 4 c.b., (4), 499, (1), 3 c.b. Superba legatura coeva in piena pergamena rigida, piatti inquadrati da una singola cornice dorata, autore e titolo su tassello sul dorso a quattro nervi, riccamente ornato da fregi in oro ai piccoli ferri, in custodia. Tagli rossi. In antiporta, ritratto inciso di Dante di profilo protetto dalla sua velina. Frontespizio stampato in rosso e nero. Esemplare fresco e genuino, in ottimo stato di conservazione.
Prima rara edizione del celebre Dantino, l’ unica edizione in caratteri mobili microscopici della Commedia, impressa in soli 1000 esemplari stampati dai fratelli Salmin nella tipografia della Minerva a Padova, in seguito la proprietà di questa edizione fu acquistata dall’ editore Hoepli. Quest’ opera è considerata un piccolo capolavoro ed un miracolo dell’ arte tipografica per l’ utilizzo dei celebri caratteri microscopici Didot da 2 punti detti “occhio di mosca”. Incisi nel 1834 dal punzonista milanese Antonio Farina, incisore della Stamperia Reale di Torino, commissionati da Giacomo e Giovanni Gnocchi di Milano, tali caratteri vennero fusi nel 1850 da Luca Corbetta di Monza, “the smallest ever employed.” (Spielmann). “Antonio Farina di Piacenza, tra i più abili incisori che l’ Italia abbia mai avuto, incise nel 1834 i punzoni per un carattere microscopico di dimensioni 2 punti per 3 punti, che fu fuso solo nel 1850 per Giacomo Gnocchi. Dopo vani tentativi infruttuosi di utilizzarlo, il carattere passò ai fratelli Salmin di Padova, che lo impiegarono per stampare nel 1878 mille copie del celebre Dantino, un libro generalmente chiamato il libro più piccolo del mondo per le dimensioni ridotte del carattere piuttosto che per le dimensioni della pagina.” (Fumagalli, Lexicon, pag. 276).
Il progetto di questa Divina Commedia fu avviato nel 1850 da Giacomo Gnocchi, ma l’ opera venne abbandonata a causa di difficoltà tecniche. Ripresa nel 1873 dal figlio Giovanni, l’ edizione fu completata il 9 giugno 1878 presso la Tipografia Alla Minerva di Padova, grazie alla paziente opera del loro operaio tipografo Giuseppe Gech sotto la supervisione di Gaetano Gianuzzi. Il volume del Grolier Club Miniature Books: 4,000 Years of Tiny Treasures riporta che lavorare con questi caratteri minuscoli “avrebbe danneggiato la vista sia del compositore che del correttore. Ci voleva un mese per stampare 30 pagine su cui il testo è disposto su trenta righe con ampi margini larghi ben 10 millimetri; per ogni nuova forma era necessario creare nuovi caratteri, il lavoro richiese quasi 5 anni per essere completato. Dopo che furono stampate 1.000 copie e il carattere fu distrutto nel 1897 dopo la stampa della Lettera di Galileo a madama Cristina di Lorena”.
Questo esemplare appartiene alla seconda tiratura della prima edizione: l’ editore milanese Ulrico Hoepli, che aveva acquistato dalla Tipografia Salmin di Padova i fogli del Dantino, posti in luce a cura dell’ editore Gnocchi nel 1878, li pubblicò con nuovo frontespizio a suo nome nello stesso anno. Della eccezionalità della sua impresa tipografica Hoepli era ben consapevole, tanto che dopo aver prodotto l’ edizione distrusse i caratteri, non prima di aver ricordato tutti i realizzatori dell’opera nel colophon: “Questi caratteri fusi nel MDCCCL per commissione di Giacomo Gnocchi di Milano ora si distruggono da poi che per il figlio Giovanni editore nella tipografia patavina alla Minerva dei fratelli Salmin, diretta da Gaetano Gianuzzi proto, furono adoperati, compositore Giuseppe Geche, impressore Luigi Baldan, su mille esemplari di questa edizione che giusta la fiorentina diamante MDCCCLXIX curante Luigi Busato oggi si compie IX Giugno MDCCCLXXVIII a gloria di Dante”.
Bibliografia: Acquaticci, p. 33; AA. VV., L’ oggetto libro arte della stampa, p. 283; Assirelli, p. 241; Bondy, 94-95; Bromer-Edison, pp. 47-49; Brooke-Hitching, p. 221; Clio, 7113; Coolidge Lane, I, p. 12, 117; Fiske, p. 34; Fumagalli, p. 5, 1; Mackenzie, p. 133; Mambelli, p. 165, 398 “Ritenuto dal Salmin il libro più microscopico stampato per carattere e formato”; Milano-Barbolini-Battini, p. 199; Hoepli, vol. 6, p. 435; Mikrobiblion, 76; Nauroy, p. 45 “a figuré à l’ Exposition Universelle de Paris; il est douteux quon puisse imprimer en caractères plus petits et pourtant lisibles à loeil nu.”; Negri, vol. I, p. 148; NUC, Pre-1956, vol. 66, p. 244; OCLC, 270924025; Oga, p. 15; Petzholdt, p. 20; Rylands, p. 30; Saginati-Calcagno, p. 73, 340; Spaducci, p. 285; Spielmann, p. 39, 114; Washington Hunter, p. 20; Welsh, 2168; Winsor, p. 12, 117. Cfr. Barzon, Libri e stampatori in Padova, (1959), p. 45; Bocca, Bibliografia d’ Italia, (1878), p. 101; Colombo, L’ arte e l’ industria all’ Esposizione di Parigi 1878, (1880), p. 204; Hoepli, Mezzo secolo di vita editoriale, (1922), p. 77; Mazzi, Il Codice diplomatico dantesco, (1987), vol. 89, p. 47; Scartazzini, Dantologia, (1894), p. 228.