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Roma, Dalla Tipografia Salviucci, 1840. In-8° grande (25,5 cm x 17 cm). Pp. (4), CXLVIII, (2), 472. Con tre tavole illustrate a piena pagina fuori testo, la prima, in apertura alla Vita, con un ritratto di Vittoria Colonna inciso su rame da Giuseppe Ferretti su un disegno di Francesco Rostagni tratto da un quadro di Girolamo Muziano presente nella galleria della famiglia, e due tavole di medaglie celebrativi recanti allegorie ed il profilo dell’ autrice. Edizione stampata su carta speciale “E’ in carta velina…” filigranata prodotta ad personam su carta distinta per quest’ edizione. Capolettera e finalini ornati. Superba legatura romantica dell’ editore in pieno marocchino e zigrino blu, piatti elegantemente inquadrati da una grande cornice ornamentale con una triplice serie di cornici in oro, la campitura interna è rialzata da un ricco ed elaborato grande festone fitomorfo a sbalzo di ferri con, al centro, impresse le armi araldiche delle famiglie Colonna e Torlonia, autore e titolo dorati sul dorso riccamente ornato da fregi in oro. Tagli dorati. Esemplare a pieni margini, fresco e genuino, in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione critica, in pregiata legatura, una delle raccolte più celebri e curate del canzoniere della celebre poetessa rinascimentale, ricordata per le sue Rime amorose e soprattutto per le Rime spirituali; in appendice anche una bibliografia completa delle edizioni delle opere. La fama poetica della Colonna fu immortalata da Ludovico Ariosto nel XXXVII canto dell’ Orlando furioso, mentre nel 1535 un suo sonetto veniva incluso nella seconda edizione delle Rime di Bembo, che peraltro criticò fortemente la princeps delle poesie della marchesa uscita nel 1538, senza però l’ autorizzazione dell’ autrice. Fra il 1539 e il 1540, invece, la marchesa allestì personalmente l’ unica raccolta di 103 rime spirituali realizzata durante la propria vita, e la donò a Michelangelo. Sin dal 1540 ci fu chi riteneva che in queste rime “v’erano di molte cose contro la fede di Gesù Christo”, lettera di Alberto Sacrati a Ercole II d’Este; più precise accuse di eresia sarebbero state pronunciate molto più tardi, durante i processi inquisitoriali contro Pietro Carnesecchi e Giovanni Morone: da una parte, riguardavano l’ “intrinsichezza” della poetessa con Ochino, Pole e tutti i maggiori esponenti dell’ Evangelismo; dall’altra, la sua adesione alla dottrina della giustificazione per la sola fede. Le sue rime, amorose e spirituali, venivano intanto stampate e ristampate, sempre senza il suo ufficiale consenso. In particolare, nel 1542 comparve un’ edizione commentata per opera di Rinaldo Corso (fu poi ristampata con integrazioni nel 1543 e nel 1558). L’ edizione Valgrisi del 1546, che il fratello Ascanio aveva commissionato a Donato Rullo, diede avvio al genere delle Rime spirituali.
Questa pubblicazione curata da Pio Ercole Visconti, il più esaustivo studio sulla poetessa e nobildonna di origini romane, e preceduta dalla biografia della marchesa di Pescara, amica di letterati ed artisti come, fra gli altri, Michelangelo, conosciuto nel 1536, Tiziano e Pontormo. La raccolta venne pubblicaa privatamente in un numero limitato d’ esemplari distribuita agli invitati alle nozze, celebrate il 16 luglio 1840, di Alessandro Torlonia con Teresa Colonna. Stampata su carta speciale filigranata prodotta appositamente per l’ occasione: la filigrana, infatti, riproduce gli stemmi uniti dei due sposi, contornati dal loro nome degli sposi e la data delle nozze, il 16 luglio 1840.
Bibliografia: Albanelli, p. 78; Amati, 106-XIV “Splendida edizione”; Bernardy, p. 158; Boncompagni, vol. 2, p. 200, 1749; Borghese, p. 242, 1616; Brunet II, 161; Clio, 1209; DBA, I, pp. 520-21; DBO, VIII, p. 62; De Blasi, p. 92; Ferri, p. 12; Graesse, II, 227; Marchetti, p. 222, 20; M.A.W., p. 46; Ottino, vol. 1, p. 98, 1035; Rossetti, 1971-1979; Sangiorgi, p. 62, 640. Cfr. Ferrero, Carteggio di Vittoria Colonna, (1889), p. 367; Flora, Gaspara Stampa e altre poetesse del '500, (1962), p. 127; Frati, Rime inedite del cinquecento, (1918), p. XXI; Guerzoni, Lettere ed armi: Saggi storici, (1883), p. 235; Maiola-Ricci, Vita della madre Felice Rasponi, scritta da una monaca nel MDLXX, (2024), p. 207; Tonelli, L’amore nella poesia e nel pensiero del rinascimento, (1983), p. 90; Tordi, Il codice delle rime di Vittoria Colonna, marchesa di Pescara, appartenuto a Margherita d'Angoulème, (1900), p. 18.